I brani di questo cd costituiscono il repertorio originale, firmato dal fisarmonicista Alessandro Moretti (ad eccezione di Muppet Waltz scritto da Amedeo Ronga), dei concerti del Moro Quartet dai suoi esordi fino ad oggi. Le composizioni, pur traendo ispirazione da stili musicali ed esperienze personali ed emotive diverse, rappresentano, ciascuna con il proprio colore, le tessere di un mosaico dai toni cangianti nel quale gli accostamenti sono architettati - sia nelle performance live che nella sequenza delle tracce del disco - per creare un disegno compiuto che affiora dall’esecuzione dell’intero repertorio proposto.
Un repertorio dove il jazz s’intreccia con la musica popolare, caratterizzato da un forte senso della melodia e del “bel canto” di matrice tutta italiana.
La poetica da cui traggono origine le composizioni si delinea sia attraverso l’espressione di temi e vicende legati alla vita quotidiana nei suoi aspetti più comuni e semplici, in particolare alla sfera dei sentimenti, sia nell’esperienza specifica del musicista-compositore che ricerca costantemente forme ed espressioni musicali diverse, trovando spunti creativi nei suoni e nei ritmi di tutto il mondo.
In questo senso vanno inquadrati brani come “” dedicato al jazz- musette di Richard Galliano’, “”, ispirato allo stile del Choro Brasiliano e “”, dedicata al musicista siciliano Alfio Antico con il quale Alessandro Moretti ha collaborato per molti anni.
Se "", gioca ad accostare e mescolare i ritmi e l’energia della Tarantella Napoletana allo Swing americano, “” e “”sono due dediche d’amore dalle atmosfere molto diverse, seppure accomunate dallo stesso pathos sentimentale.”” è invece l’affettuoso ritratto di un piccolo cane che gioca felicemente e liberamente, così come suggerisce l’improvvisazione “free” di fisarmonica che si sprigiona all’interno del brano.
Un discorso a parte meritano ”” e ””. Entrambi i brani sono legati in modo esplicito al tema della spiritualità, partendo tuttavia da situazioni ed esperienze del tutto diverse: il primo nasce da una riflessione sul giorno della memoria ed è dedicato a tutti i martiri della Shoa, mentre il secondo è il nome di un simbolo Tibetano dai molteplici significati, che esprime l’interazione fra il mondo fisico e la parte spirituale della vita e che può essere letto come metafora dell’accostamento tra l’esperienza umana e la musica, definita da sempre “la più spirituale delle arti”. Chiude il cd “”, un’impressionistica rappresentazione di un treno che parte e si allontana, salutato allegramente, quale immagine dinamica di un percorso artistico e umano sempre aperto a nuovi orizzonti da condividere con appassionante spirito d’avventura.
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